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Dalle Camere del Lavoro: Librino, Catania

Pubblichiamo sul tema delle Camere del Lavoro l'intervento di Sara Fagone della Camera del Lavoro del Quartiere Librino di Catania al Convegno nazionale della Cgil “Dalle città il nuovo Mezzogiorno”, Febbraio 2007.

"Librino più che un quartiere credo possa definirsi una cittadina, lo dimostrano i suoi 68.000 abitanti e la divisione in due diverse municipalità. La sua storia inizia nel lontano 1970 quando Kenzo Tange progettò la “new town” città nuova per l’appunto. La nuova città prevedeva la creazione di 10 quartieri residenziali collegati tra loro da piste pedonali e ciclabili all’interno, e all’esterno da un sistema stradale ad anelli.

Per ogni nucleo erano previste scuole (dalle materne alle medie) nonché centri di servizi e di aggregazione sociale. Il progetto prevedeva anche la costruzione di 200 aule destinate alle scuole superiori e di 16 aree attrezzate per impianti sportivi.

Siamo nel 2007 e ancora tutto questo non è stato realizzato. Negli anni le varie amministrazioni che si sono susseguite, hanno sempre gestito l’emergenza. L’esigenza abitativa prima di tutto, cooperative edilizie, IACP, Comune, edilizia convenzionata; ma insieme a queste  edificazioni non si è  proceduto alle opere di urbanizzazione primarie e secondarie, e non ci si è mai adoperati a renderlo un quartiere vissuto e non solo un quartiere dormitorio.

Quando si è aperta la sede della CGIL a Librino, abbiamo voluto che non fosse solo un patronato,   come ce ne sono tanti. Abbiamo voluto una cosa diversa, una sede pronta a soddisfare non solo le esigenze soggettive  della singola pratica, del singolo utente; ma una sede  di riferimento  per quanti vogliono che la speranza di un miglioramento e di un riscatto non venga abbandonata. Una sede che ospiti quanti hanno tante cose da dire e nessuno glielo ha più consentito.

Il Comune ci aveva consegnato una sede più grande di quella che abbiamo attualmente, perché la metà era in comodato d’uso, (quindi avremmo potuto utilizzarla e cederla solo in caso di richieste per incontri o riunioni riguardanti il quartiere appunto). Durante l’ultima campagna elettorale (coincidenza? (sicuramente))  la sede ci è stata tolta e consegnata ad una presunta “associazione” che fa giocare 5 bambini e che tra l’altro prende la luce abusivamente dal condominio. Tutto questo è avvenuto perché  abbiamo cominciato a fare le prime  richieste “assurde” come la pulizia del quartiere, la derattizzazione di alcune aree o la cura delle aiuole diventati cespugli. Insomma quando la CGIL ha cominciato a farsi portavoce di chi ha bisogno di soluzioni.

Nonostante  questo si è avvicinata tanta gente, lavoratori, precari, disoccupati, giovani e pensionati. La CGIL offre  vari servizi, è presente la FILLEA categoria che più investe sui decentramenti e l’ufficio legale, lo SPI, l’INCA, il CAAF, e vuole unirsi anche la SCUOLA. Si è  costituito anche un comitato cittadino, il comitato LIBRINOATTIVO che ospitiamo nella nostra sede.

Insieme abbiamo organizzato delle visite guidate al quartiere, valorizzandone  la storia  rurale  fatta di masserie e antichi palmenti e, aiutati dagli anziani che  lavoravano in queste tenute, siamo risaliti ai nobili proprietari con annesse  leggende e storie di gioco. Altre visite sono state dedicate  invece al degrado in contraddizione con l’innovazione urbanistica. Hanno partecipato alle visite guidate non solo gli abitanti della zona, ma anche associazioni di altri quartieri e grazie alla collaborazione con l’ARCI turismo di Palermo hanno partecipato licei toscani ed emiliani. L’anno scorso abbiamo pure organizzato una festa di quartiere con dibattito, recital e concerto patrocinato all’APT (Azienda Provinciale Turismo).

A Librino la CGIL ha organizzato un coordinamento dove gli attori sono, oltre  il sindacato, i dirigenti scolastici, alcune associazioni e circoli delle cooperative, il comitato LibrinoAttivo e la parrocchia che ci ospita volentieri quando abbiamo bisogno dell’auditorium. Da questo coordinamento è nata una “piattaforma per librino”: richieste e soluzioni possibili da concertare con diversi soggetti dal Comune alla Provincia dall’Università alla Prefettura. Finora abbiamo avuto qualche incontro con un assessore.

A questa piattaforma siamo arrivati dopo svariati incontri del coordinamento, ma soprattutto facendo partecipare i soggetti principali, gli abitanti. Abbiamo organizzato  alcune assemblee sia per la preparazione di questa piattaforma che per la soluzione di un problema specifico, quello dell’acqua, che ancora non è risolto, portando  gli abitanti a manifestare sotto il municipio.Nella piattaforma chiediamo prima di tutto la presenza dello Stato, l’ordine pubblico, con la creazione di un tavolo specifico in Prefettura; è di poche settimane fa, tra l’altro la notizia di una retata sfociata in  guerriglia urbana tra polizia, finanza e vigili urbani e gli abitanti di un palazzo conosciuto come il palazzo di cemento o per quelli della zona “il palazzo delle mani”, cioè un palazzo con cunicoli stretti da dove escono solo le mani per porgere la droga ed entrano mani per pagarla; in questo palazzo c’è scritto “non ci prenderete mai”. E purtroppo  la settimana scorsa allo stadio c’è stato il resto.

Chiediamo anche   misure a sostegno del sociale, nonché del decentramento di uffici e servizi pubblici; ma chiediamo anche la presenza di scuole superiori e dell’università oltre alla creazione di una importante residenza sanitaria pubblica, e soprattutto predisporre un’area commerciale e artigianale, prevedendo anche la possibilità di agevolazioni sulle imposte comunali affinché nel quartiere possa essere rilanciata questo tipo di attività e quindi  possa essere vissuto anche da chi non ci abita.

Tra  gli incontri che abbiamo organizzato c’è anche quello sull’urbanistica partecipata, insieme al dipartimento di urbanistica della facoltà di ingegneria di Catania abbiamo cercato di portare avanti questo progetto di partecipazione “il quartiere come lo vogliamo noi”. Questi incontri hanno lo scopo di rendere partecipi ed insieme protagonisti i cittadini sulle trasformazioni  del nostro quartiere e della nostra città ridisegnare insieme il piano regolatore, i quartieri a misura d’uomo non soltanto case e cemento ma una città vivibile e non in conflitto con la tutela ambientale.

E per agganciare la partecipazione oltre che sull’urbanistica anche sulle varie problematiche oggi prioritarie a Librino, abbiamo, in collaborazione con il CEDOC dell’Università di Scienze politiche, elaborato un questionario conoscitivo da sottoporre ad un certo numero di abitanti classificati per sesso, età, professione ecc,

Tutto questo per avere un quadro, quanto più possibile vicino alla realtà su come si sentono e cosa vogliono gli abitanti di Librino.

Questo è ciò che ha fatto in 3 anni la CGIL a Librino. Tra fatiche, lentezze e qualche minaccia più o meno velata di qualche consigliere di quartiere pregiudicato. Abbiamo cercato di riprenderci il territorio e ciò che si è perso dal 1989. LA POLITICA e la partecipazione, insomma il contatto con la gente.

Io non so se sia giusto o meno colmare il vuoto lasciato dai partiti di sinistra oggi troppo impegnati a discutere  di partito unico, pacs, ponti e tav. Ma penso che qualcuno dovrà sostenere le ragioni dei deboli, di chi non ha nulla e di chi non parla più, vuoi  per stanchezza, per opportunismo, per la consapevolezza di impotenza, per qualsiasi motivazione possibile. La CGIL è una grande “forza sociale” e come tale, a mio avviso,  ha sempre avuto ed ha una grande responsabilità nel Paese, nei periodi storici più delicati e caldi. E’ sempre stato il sindacato a parlare con la gente, spesso esasperata, e portarla alla  ragione.

Alla luce già dei primi segnali di come le periferie stanno ormai scoppiando, e non solo nel mezzogiorno d’Italia, è prioritario occuparsi di politiche di intervento mirato a ridurre la disgregazione sociale cominciata negli anni ’90 con la crisi politica,  economica e dei  valori sociali, nonché a causa della precarietà del lavoro. L’istituzione delle zone franche urbane da parte del Governo è sicuramente un primo interessamento al problema e noi come sindacato non  dobbiamo farci sfuggire questa opportunità.

Oggi la grande necessità delle periferie è quella di essere rieducate al diritto, nel momento in cui si è perduta la  consapevolezza  di avere dei diritti. Rieducare i giovani non solo fornendo modelli diversi da quelli che hanno attualmente, ma aiutarli nelle scelte e  valutazioni  di tali modelli cercando di stuzzicare il pensiero e metterlo in contraddizione, e questo si deve fare  a tutti i livelli. Oggi la stragrande maggioranza degli italiani è sfiduciata dalle istituzioni impotenti e da un potere politico che negli ultimi anni ha dato solo esempio di arroganza, impunità, e di smaccato clientelismo.

Le periferie abbandonate e senza regole fanno comodo a quanti ne fanno affari economici e politici, infatti a librino c’è un grande commercio di droga e alle scadenze elettorali puntualmente vengono restituite, all’interno delle cabine elettorali,  tutti i favori  e tutti silenzi. La partecipazione è un sistema efficace. Certo è un processo lungo perché la gente, appunto, ormai ha perduto la fiducia, ma passo dopo passo si può costruire una rete che colleghi i vari quartieri, le diverse città, ridare alla popolazione la possibilità di essere protagonisti.

Le sedi periferiche della CGIL rappresentano una grande opportunità per la conoscenza del territorio, è da qui che dobbiamo cominciare a lavorare, cercando di ricucire un tessuto  ormai sgretolato. Individuando progetti e iniziative che servano a stimolare  i pensieri e collaborare insieme con le associazioni  che lavorano nei quartieri. Quello che è successo la settimana scorsa allo stadio mi ha fatto stare male (allude alla tragica uccisione di un carabiniere allo stadio comunale, ndr) , mi ha fatto sentire impotente ed ha provocato in me  un grande senso di fallimento, ma mi ha anche fatto capire, e credo a tutti, che siamo in forte ritardo.

Portare lavoro e cultura nelle periferie questo deve essere il nostro obiettivo. E allora facciamoci portatori sani di un’Italia migliore. Il futuro di questo Paese dipende dalle periferie".

Vai alla discussione nel forum sul rilancio delle Camere del Lavoro

Autore: ilarialani Categoria: contributi Letto 699x volte martedì, 26.06.07 23:03:57 Permalink Punti "Karma": 0. Ti piace questo articolo? [SI/NO]

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