Protocollo con il Governo
Il 23 Luglio 2007 è stato presentato dal Governo alle parti sociali il testo definitivo del Protocollo su previdenza, lavoro e competitività per l'equità e la crescita sostenibili. Subito dopo si è riunito il Comitato Direttivo Nazionale della CGIL che ha autorizzato la sottoscrizione del Protocollo, articolando i propri giudizi in un documento conclusivo, approvato a maggioranza. I voti favorevoli sono stati 92, un documento alternativo dell’area Lavoro e Società ha ottenuto 22 voti, 8 gli astenuti su entrambi i testi. Adesso la parola passerà ai lavoratori e pensionati che si esprimeranno nel mese di settembre.
Riportiamo la sintesi dei contenuti del Protocollo e invitiamo tutti i partecipanti al blog ad esprimere la propria posizione in questo forum.
La redazione
Dalle pensioni agli ammortizzatori sociali, ecco tutte le misure del Protocollo...
Le pagine sono 31, i capitoli sono sei. E dentro: l’abolizione dello scalone e la riforma della previdenza, le misure per la competitività, l’introduzione di un sistema di ammortizzatori sociali più equo e più vicino all’Europa, la revisione della legge 30 e il nuovo modello di mercato del lavoro.
Il “Protocollo su previdenza, lavoro e competitività per l'equità e la crescita sostenibili”, presentato ieri sera dal governo alle parti sociali, affronta le principali questioni dell'agenda economica e sociale del paese.
Previdenza
Molti gli interventi, con un piano per complessivi 29 miliardi di euro in 10 anni. Previsti il miglioramento delle pensioni basse; l'ammorbidimento dello scalone sostituito dal meccanismo delle quote, che consente di innalzare l'età pensionabile gradualmente da qui al 2013; il rafforzamento del sistema contributivo; l'ampliamento della platea dei lavori usuranti; il miglioramento delle pensioni dei giovani con interventi sulla totalizzazione, sul riscatto della laurea e dei contributi figurativi nel caso di disoccupazione e lavori discontinui; il riordino degli enti previdenziali.
Ammortizzatori sociali
Si punta alla progressiva unificazione dei trattamenti di disoccupazione e mobilità e all'universalizzazione' degli strumenti di integrazione al reddito, con la progressiva estensione e fusione della cassa integrazione ordinaria e straordinaria.
Contratti a termine
Sarà più difficile reiterarli oltre i 36 mesi. Oltre questo termine, scattano dei vincoli: ogni eventuale successivo contratto "dovrà essere stipulato presso la Direzione provinciale del lavoro competente per territorio, con l'assistenza di un rappresentante dell'organizzazione sindacale cui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato". E nel caso in cui non si dovesse seguire questa procedura "il nuovo contratto si considera a tempo indeterminato".
Lavoro a chiamata, staff leasing
Il governo sta lavorando per l’abrogazione del lavoro a chiamata, introdotto con la legge 30. Per quanto riguarda lo “staff leasing”, l’esecutivo aprirà una fase di consultazioni con le parti sociali. C'è poi l'impegno a rivedere il sistema degli incentivi all'occupazione e la disciplina del contratto d’inserimento. Il governo, assieme alle parti sociali, valuterà provvedimenti sull'apprendistato, sul lavoro a progetto e il lavoro occasionale, sul part-time, per contrastare l'utilizzo improprio di tali strumenti o abusi.
Tempo parziale
I lavoratori che hanno trasformato il loro rapporto a tempo pieno in part-time, dovranno avere il diritto di precedenza rispetto alle assunzioni a tempo pieno per le stesse mansioni. Saranno poi introdotti incentivi per i contratti a tempo parziale lungo, e incentivi per le trasformazioni di contratti a tempo pieno in part-time su richiesta di lavoratori o lavoratrici che svolgano compiti di cura.
Apprendistato
Il governo intende rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva, definendo standard nazionali dei profili professionali e dei percorsi formativi, e fissando standard nazionali di qualità della formazione.
Servizi per l’impiego
Vengono potenziati poiché, si legge nel testo, "sono uno snodo fondamentale della riforma degli ammortizzatori sociali in senso proattivo".
Incentivi all’occupazione
Previsto il riordino dell'intero sistema, così da orientarlo alle "nuove priorità: l'occupazione delle donne, dei giovani, dei lavoratori ultra-cinquantenni". In questo quadro si ridefinirà il contratto di inserimento.
Premio di risultato
Il governo attuerà una riduzione del costo del lavoro legata alla contribuzione di secondo livello "al fine di sostenere la competitività e di migliorare la retribuzione del premio di risultato". Aumenta sia la percentuale di sgravio alle imprese, che passa al 25 per cento, sia il tetto del premio ammesso allo sgravio, che sale dal 3 al 5 per cento della retribuzione lorda. Anche i lavoratori saranno sgravati da contributi previdenziali, e sarà garantita la pensionabilità piena del premio (oggi non prevista). Per la detassazione delle quote dei premi saranno stanziati in Finanziaria 150 milioni di euro.
Straordinari
Il governo punta all'eliminazione della contribuzione aggiuntiva degli straordinari (adesso variabile tra il 5 e il 15 per cento).
Donne
Per l'Italia "il raggiungimento dell'obiettivo di Lisbona sia in termini complessivi sia in riferimento alle donne e agli ultra-cinquantenni - si legge nel testo - dipende sostanzialmente dalla capacità che avremo di aumentare il tasso di partecipazione delle donne al mercato del lavoro".
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